La tavola del Natale Pugliese – Mest decor

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La tavola del Natale Pugliese

La tavola del Natale Pugliese

Il cuore del Natale pugliese? La tavola e la cucina, tra riti familiari preziosissimi e pranzi lunghi, lunghissimi, e pieni di voci, abbracci, auguri e cose buone. Ciascuno nella famiglia ha il proprio ruolo: chi si prende cura degli antipasti, chi dei fritti, i bambini danno una mano ad apparecchiare la tavola e non rispettano la simmetria di piatti e posate tanto auspicata dal padrone di casa. Nel frattempo si sbirciano curiosi i pacchi sotto l’albero e a turno si risponde “Più tardi!” agli impazienti che chiedono di aprirli. A queste note natalizie universali, oggi aggiungiamo il tocco inconfondibile pugliese, quello che è tanto caro a Mest.

Gli ingredienti del Natale

La tavola pugliese delle feste natalizie ha ingredienti imprescindibili e declinazioni caratteristiche per ogni provincia. Quella che si presenta agli occhi dei pugliesi doc, e dei turisti, è una varietà profumata di sapori e piatti dalla tradizione antichissima. Con uno strappo alla regola partiamo da un dolce conosciuto in tutta Italia e dal suo inseparabile accompagnamento: le cartellate col vincotto. Le cartellate sono parte integrante delle tradizioni familiari dei pugliesi; si impastano, si stendono sottili, si arricciano a mano e poi si friggono sempre rigorosamente insieme. Quando sono ben fredde si ricoprono di vincotto, che le insaporisce, ma non ne rovina la friabilità. Si dice che la loro forma circolare ricordi l’aureola del Bambino Gesù in fasce e gli intrecci le fasce nella culla. Si trovano anche ricoperte di miele, ma è il vincotto a fare la differenza e le fazioni per cui parteggiare sono tre: c’è quello di fichi, il classico ricavato dal mosto d’uva, più rara invece la variante alle mele cotogne. Il primo e il terzo sono molto dolci, il secondo ha una punta d’amaro che crea dipendenza. Trovate le cartellate nel Barese, nel Foggiano e nel Salento, decorate coi confetti colorati, grandissime da centellinare o minuscole da mangiare in un sol boccone. La battaglia vera sarà decidere quale versione è la migliore. Spoiler: tutte!

Quando poi avanza un po’ dell’impasto ecco apparire sulla tavola chili e chili di calzoncelli: sono ripieni di mandorle e ricotta, si friggono come le cartellate e si tuffano nel vincotto, che non fa mai male. E non importa se poi, mangiando, le dita rimangono appiccicose e si imbrattano le carte, la tombola e i vestiti della festa, il vincotto è quasi una religione e torna in molti altri dolci come ingrediente principale assieme a mandorle, cacao e le immancabili spezie. È il caso dei sassanelli e dei mostaccioli che hanno un sapore antico e ricco.

Fichi e mandorle superstar

Non sarebbe Natale in Puglia senza dolci con fichi o mandorle, da soli o insieme. I fichi secchi spezzano il pranzo e dividono il salato dal dolce, in Salento esiste anche la versione speciale con una mandorla all’interno. Sono lo snack fra un pasto e l’altro, la sintesi del Natale: ingredienti semplici, saporiti, profumati e lavorati artigianalmente. Le mandorle, dal canto loro, sono l’altro oro della Puglia e l’elenco dei dolci in cui sono protagoniste è infinito: dalle spume di mandorla del nord barese a quelli di pasta di mandorle con la frutta candita presenti in tutta la Puglia. Le mandorle sono il ripieno dei cuscinetti di Gesù Bambino, frolla glassata dal cuore morbido, nonché l’ingrediente principale del Pesce di pasta di mandorle farcito che le suore leccesi producevano per le ricche famiglie aristocratiche del luogo.

Il salato nei pranzi e cene della festa

I dolci sono padroni assoluti di molti cuori, ma la tradizione salata è una garanzia: le frittelle della vigilia, le rape stufate e il baccalà della vigilia di Natale, i frutti di mare e il capitone, i formaggi e i sottolî del territorio, i cardi e i lampascioni, tutto innaffiato dai migliori vini pugliesi. E il giorno di Santo Stefano? C’è la minestra verde fatta con verze, cavoli e cardi, piatto ricco e povero allo stesso tempo, o il brodo di carne con i mille infranti, una pasta fatta in casa dalla forma irregolare e spezzata a mano con cura e amore dalle nonne. 

Il rito culinario del Natale pugliese si rinnova di anno in anno e coinvolge le nuove generazioni e rinsalda il loro legame con il passato. Anche questo è amore per la cultura, anche questo vuol dire preservare la storia di una terra antica come quella pugliese.

L’arredo della tavola secondo Mest

Servono elementi speciali per conservare il calore, il sapore e la bellezza del cibo pugliese. La tavola natalizia di Mest rispecchia lo spirito del Natale e l’amore per le cose buone, lo stesso che si vede nelle ceramiche GiùInLab, per esempio. La loro forma ricalca quella delle fuscelle per le forme di ricotta, cacioricotta e formaggi freschi; sono “scrigni carichi di Puglia”, simboli antichi ed eterni della buona tavola pugliese delle feste. Quelle di GiùInLab possono essere tazze per il tè, terrine per gli antipasti e ciotole da portata per una tavola natalizia colorata e festosa.

ciotolina GiùInLab gialla

Ciotole GiùInLab ceramica

Quelle di Fasanoceramiche, invece, sono coppe, zuppiere e alzatine candide, rifinite con gusto e decori geometrici precisi e regolari tipici della storia artigianale pugliese in fatto di ceramiche. Ricordano i servizi delle nonne, ma hanno in sé tutto il gusto moderno delle tavole di design.

Nello shop di Mest troverete anche runner e tovaglie di lino, quelle fatte a mano da Emanuela Rovito e gli intrecci ipnotici dei sottopiatti in giunco di Siciliano Handmade; e assieme a loro altre tazze, brocche per acqua e vino, e utensili in legno.

Per quest’anno scegliete di aggiungere al vostro Natale qualche elemento pugliese in più, ma sempre, rigorosamente, fatto a mano.

 

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